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Alimentazione, infertilità e PMA - percorso di Coppia - Dott. Kunderfranco

Dott. Kunderfranco Alessandro
Medico Chirurgo - Specialista in Ginecologia ed Ostetricia - Esperto in fisiopatologia della riproduzione umana
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ALIMENTAZIONE,  INFERTILITA' E PMA - PERCORSO DI COPPIA
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Infertilità: un percorso che coinvolge molti fattori
L’infertilità è una condizione complessa che può interessare la donna, l’uomo o entrambi i partner, e che spesso deriva dall’interazione di molteplici fattori: ormonali, metabolici, infiammatori, immunologici e ambientali.
In questo contesto, l’alimentazione e lo stile di vita rappresentano elementi modificabili, in grado di influenzare in modo significativo lo stato di salute generale e il funzionamento del sistema riproduttivo.
Sebbene la dieta da sola non possa risolvere una condizione di infertilità, un approccio nutrizionale corretto può contribuire a creare un ambiente metabolico e ormonale più favorevole al concepimento.

Alimentazione e salute riproduttiva
La nutrizione non è soltanto una questione di calorie o di controllo del peso corporeo. I nutrienti introdotti con la dieta agiscono come veri e propri segnali biologici, in grado di modulare:

  • il metabolismo energetico;
  • lo stato infiammatorio;
  • l’equilibrio ormonale;
  • la funzione del microbiota intestinale;
  • i meccanismi epigenetici coinvolti nella funzione riproduttiva.

Per questo motivo, sempre più attenzione viene dedicata al ruolo dell’alimentazione già nelle fasi iniziali della ricerca di una gravidanza.
Quando entra in gioco la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
In alcune situazioni, nonostante un inquadramento clinico accurato e uno stile di vita adeguato, il concepimento spontaneo non risulta possibile o richiede tempi molto lunghi.
In questi casi, il percorso può proseguire con il ricorso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Durante la PMA, l’attenzione si concentra spesso su farmaci, monitoraggi ormonali, procedure cliniche e di laboratorio.
Tuttavia, anche in questa fase, l’alimentazione continua a rappresentare un supporto importante, in grado di influenzare la qualità dei gameti, la risposta ai trattamenti e l’ambiente in cui avviene l’impianto embrionario.

Cosa suggeriscono gli studi
Le ricerche disponibili indicano che non esiste una “dieta magica” che garantisca il successo dei trattamenti. Tuttavia, modelli alimentari complessivamente sani (simili alla dieta mediterranea) sono spesso associati a:

  • migliore qualità ovocitaria ed embrionale;
  • migliore recettività dell’endometrio;
  • maggiori probabilità di impianto e di gravidanza clinica.

Al contrario, modelli alimentari “occidentali”, molto ricchi di carni processate, fritti, farine raffinate, zuccheri e bevande zuccherate, sono più frequentemente legati a esiti meno favorevoli.
È importante sottolineare che, ad oggi, nessun regime specifico ha dimostrato con certezza di aumentare i tassi di nascita viva nei cicli di PMA: la dieta va vista come un supporto, non come un sostituto delle tecniche mediche.

Oltre le calorie: microbiota e infiammazione
Negli ultimi anni la ricerca ha messo in luce due grandi protagonisti del legame tra alimentazione e fertilità: il microbiota intestinale e l’infiammazione cronica di basso grado.
Microbiota intestinale
Il microbiota intestinale è l’insieme dei miliardi di batteri “buoni” che vivono nel nostro intestino. Un suo equilibrio corretto contribuisce a:

  • regolare ormoni e metabolismo;
  • modulare lo stato infiammatorio;
  • favorire una corretta tolleranza immunitaria, fondamentale per l’impianto dell’embrione e il mantenimento della gravidanza.

Una dieta ricca di fibre, legumi, frutta, verdura, cereali integrali e grassi “buoni” favorisce un microbiota più vario e sano.

Infiammazione cronica di basso grado
Molte condizioni che interferiscono con la fertilità, come endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), disturbi della funzione ovarica e aborti ricorrenti, sono associate a una infiammazione cronica “silente”, non sempre evidente agli esami di routine.
Alcuni nutrienti, come:

  • polifenoli;
  • acidi grassi omega-3;
  • vitamine del gruppo B e folati,

possono modulare in senso favorevole diversi meccanismi infiammatori ed epigenetici, contribuendo a creare un ambiente più favorevole alla funzione riproduttiva.

Indicazioni pratiche per chi affronta un percorso di PMA
Di seguito alcune linee generali, sempre da adattare in modo personalizzato.

Modello alimentare di base
Favorire uno schema di tipo mediterraneo, con abbondanza di frutta e verdura di stagione, cereali integrali, legumi, olio extravergine d’oliva e pesce.
Ridurre la cosiddetta “Western diet”, ricca di carni processate, fritti, snack industriali e bevande zuccherate.
Carboidrati, proteine e grassi
 
Preferire carboidrati complessi e integrali, proteine da pesce, legumi e uova, e grassi monoinsaturi e omega-3, riducendo i grassi saturi.
Micronutrienti e supplementi
Durante un percorso di PMA può essere indicata una valutazione di acido folico, vitamina D e altri micronutrienti, sempre secondo indicazione medica.
Diete “di moda”: quando servono davvero?
Le diete senza glutine, chetogeniche o l’eliminazione dei latticini sono indicate solo in casi selezionati e non dovrebbero essere adottate senza una valutazione clinica.
Stile di vita: non solo cosa mangiamo
Accanto all’alimentazione, sono fondamentali una corretta idratazione, la riduzione dell’alcol, un consumo moderato di caffeina e una attività fisica regolare.
Anche il partner maschile conta
La nutrizione influisce anche sulla qualità del liquido seminale. Per il partner maschile sono consigliati uno schema alimentare equilibrato, la riduzione di alcol e grassi saturi e l’attenzione a peso, sedentarietà e fumo.
Un approccio personalizzato nel percorso di infertilità e PMA
Non esiste una dieta valida per tutti. La differenza la fa un percorso nutrizionale personalizzato, integrato nel percorso clinico della coppia.
Dott Kunderfranco
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