Vai ai contenuti

Iperomocisteinemia e infertilità - Dott. Kunderfranco

Dott. Kunderfranco Alessandro
Medico Chirurgo - Specialista in Ginecologia ed Ostetricia - Esperto in fisiopatologia della riproduzione umana
Salta menù
IPER-OMOCISTEINEMIA E INFERTILITA'
Salta menù
Il ruolo dell’omocisteina nella fertilità femminile, maschile e nei percorsi di PMA

Infertilità: un equilibrio delicato tra metabolismo, infiammazione e funzione riproduttiva
L’infertilità è una condizione complessa, nella quale possono intervenire fattori ormonali, genetici, immunologici, vascolari, metabolici e nutrizionali.
Tra gli aspetti metabolici oggi sempre più considerati vi è l’iperomocisteinemia, cioè l’aumento dei livelli di omocisteina nel sangue.
L’omocisteina è un aminoacido intermedio del metabolismo della metionina e, quando presente in quantità elevate, può interferire con diversi meccanismi coinvolti nella fertilità.
In particolare, l’iperomocisteinemia può contribuire a creare un ambiente meno favorevole al concepimento, all’impianto embrionario e al mantenimento della gravidanza, soprattutto attraverso alterazioni vascolari, infiammatorie e ossidative.

Che cos’è l’omocisteina
L’omocisteina è una sostanza normalmente presente nell’organismo e deriva dal metabolismo della metionina, un aminoacido introdotto con l’alimentazione.
In condizioni fisiologiche, l’omocisteina viene trasformata e mantenuta entro valori adeguati grazie all’azione di alcuni nutrienti fondamentali, in particolare:
  • acido folico e folati;
  • vitamina B12;
  • vitamina B6;
  • enzimi coinvolti nel ciclo della metilazione, tra cui MTHFR.

Quando questo metabolismo non funziona in modo efficiente, l’omocisteina può aumentare nel sangue, determinando una condizione definita iperomocisteinemia.

Perché l’iperomocisteinemia può influenzare la fertilità
L’aumento dell’omocisteina può interferire con la funzione riproduttiva attraverso diversi meccanismi.
  • Danno vascolare e alterazione della perfusione
L’omocisteina elevata può danneggiare l’endotelio, cioè il rivestimento interno dei vasi sanguigni.
Questo può ridurre la qualità della circolazione a livello ovarico, uterino ed endometriale, con possibili conseguenze sulla maturazione follicolare, sulla recettività dell’endometrio e sull’impianto embrionario.
  • Stress ossidativo
L’iperomocisteinemia può favorire la produzione di radicali liberi e aumentare lo stress ossidativo.
Questo aspetto è particolarmente importante perché ovociti, spermatozoi ed embrioni sono molto sensibili all’equilibrio ossidativo dell’ambiente in cui si sviluppano.
  • Infiammazione e rischio trombotico
Valori elevati di omocisteina possono associarsi a uno stato infiammatorio e a una maggiore tendenza alla coagulazione.
In alcune pazienti, questo può avere un ruolo nei fallimenti di impianto, negli aborti ricorrenti o in alcune complicanze ostetriche.

Iperomocisteinemia e fertilità femminile
Nella donna, l’iperomocisteinemia può essere coinvolta in diversi momenti del percorso riproduttivo.
Può interferire con:
  • la qualità ovocitaria;
  • lo sviluppo follicolare;
  • la vascolarizzazione ovarica;
  • la recettività endometriale;
  • l’impianto dell’embrione;
  • il rischio di aborto precoce o ricorrente.
Per questo motivo, in presenza di infertilità idiopatica, abortività ricorrente, fallimenti di impianto o familiarità per trombosi, la valutazione dell’omocisteina può rappresentare un elemento utile all’interno di un inquadramento clinico più ampio.

Iperomocisteinemia e fertilità maschile
Anche il partner maschile può essere interessato da alterazioni correlate all’omocisteina.
Lo stress ossidativo associato a valori elevati di omocisteina può contribuire a peggiorare alcuni parametri seminali, come:
  • concentrazione degli spermatozoi;
  • motilità;
  • morfologia;
  • integrità del DNA spermatico.
Per questo motivo, nei percorsi di infertilità di coppia, è importante considerare non solo la salute riproduttiva femminile, ma anche quella maschile.

Omocisteina, PMA e impianto embrionario
Nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita, molti fattori possono influenzare la risposta ovarica, la qualità dei gameti, lo sviluppo embrionario e l’impianto.
L’iperomocisteinemia, quando presente, può rappresentare un possibile fattore metabolico sfavorevole, soprattutto se associata a deficit di folati, vitamina B12 o vitamina B6.
La sua correzione non sostituisce le tecniche mediche di PMA, ma può contribuire a migliorare il terreno metabolico e vascolare nel quale avvengono maturazione ovocitaria, fecondazione, sviluppo embrionario e impianto.

Quando può essere utile dosare l’omocisteina
 
Il dosaggio dell’omocisteina può essere preso in considerazione, secondo valutazione medica, in presenza di:
  • infertilità inspiegata;
  • abortività ricorrente;
  • fallimenti ripetuti di impianto;
  • familiarità per trombosi;
  • precedenti eventi trombotici;
  • sospetto deficit di folati o vitamina B12;
  • mutazioni del gene MTHFR;
  • percorsi di PMA con fattori metabolici o vascolari associati.
Valori superiori a circa 15 µmol/L vengono generalmente considerati indicativi di iperomocisteinemia, anche se l’interpretazione deve sempre essere personalizzata in base al quadro clinico complessivo.

Il ruolo di folati, vitamina B12 e vitamina B6
Il metabolismo dell’omocisteina dipende in larga parte da vitamine del gruppo B e folati.
Un deficit di questi nutrienti può favorire l’aumento dell’omocisteina.
Per questo motivo, in caso di iperomocisteinemia, può essere utile valutare:
  • folati;
  • vitamina B12;
  • vitamina B6;
  • eventuale assetto genetico MTHFR;
  • abitudini alimentari;
  • eventuali condizioni intestinali o infiammatorie che possano ridurre l’assorbimento.
La supplementazione con folati, vitamina B12 e vitamina B6 può contribuire alla riduzione dei livelli di omocisteina, ma deve essere sempre impostata in modo personalizzato.

Alimentazione e stile di vita
Un corretto stile di vita può contribuire al controllo dell’omocisteina e al miglioramento dell’ambiente metabolico generale.
Sono generalmente consigliabili:
  • dieta di tipo mediterraneo;
  • verdure a foglia verde;
  • legumi;
  • cereali integrali;
  • frutta fresca;
  • pesce;
  • olio extravergine d’oliva;
  • adeguato apporto di vitamine del gruppo B;
  • riduzione di fumo, alcol e sedentarietà.
È invece opportuno limitare modelli alimentari ricchi di alimenti ultra-processati, zuccheri semplici, grassi saturi e carenze nutrizionali prolungate.

Un approccio personalizzato nella coppia infertile
L’iperomocisteinemia non deve essere interpretata come una causa unica di infertilità, ma come un possibile fattore modificabile all’interno di un quadro più ampio.
La valutazione deve essere integrata con:
  • anamnesi della coppia;
  • valutazione ginecologica;
  • assetto ormonale;
  • studio della riserva ovarica;
  • spermiogramma;
  • valutazione metabolica e nutrizionale;
  • eventuali indagini genetiche o trombofiliche, quando indicate.
L’obiettivo non è trattare un singolo valore di laboratorio, ma migliorare l’equilibrio complessivo della coppia nel percorso verso il concepimento.

Conclusioni
L’iperomocisteinemia rappresenta un possibile fattore di rischio metabolico, vascolare e infiammatorio coinvolto nella fertilità.
La sua identificazione precoce può essere utile soprattutto in presenza di infertilità inspiegata, abortività ricorrente, fallimenti di impianto o percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita.
Una gestione mirata, basata su valutazione clinica, correzione nutrizionale e integrazione personalizzata, può contribuire a creare condizioni più favorevoli alla funzione riproduttiva.
Dott Kunderfranco
Informazioni legali
I testi, le informazioni e gli altri dati pubblicati in questo sito nonchè i link ad altri siti presenti sul web hanno esclusivamente scopo informativo e non assumono alcun carattere di ufficialità. Non assume alcuna responsabilità per eventuali errori od omissioni di qualsiasi tipo e per qualunque tipo di danno diretto, indiretto o accidentale derivante dalla lettura o dall'impiego delle informazioni pubblicate, o di qualsiasi forma di contenuto presente nel sito o per l'accesso o l'uso del materiale contenuto in altri siti.
Dott. Kunderfranco Alessandro
Specialista in Ginecologia ed Ostetricia


informazioni legali

Privacy Policy
Cookie Policy
Torna ai contenuti